Viareggio Nuda

Comunicato stampa Apprendiamo che lo spazio prestigioso del Principino non ospita le foto delle modelle in passeggiata del progetto “Viareggio Nuda”, soprattutto grazie all’impegno delle consigliere e di quei consiglieri che hanno preso in carico le ragioni dell’UDI e di donne e Associazioni di donne del territorio. La mozione presentata dalla Consigliera Martina è passata con una buona maggioranza e oggi possiamo affermare che la nostra “resistenza” alla fine ha avuto ragione di altre “resistenze” di stampo davvero molto diverso. Anche Viareggio, città che ha meritato a suo tempo il nome di “perla del Tirreno”, indubbiamente sta soffrendo una sua crisi e di questo siamo davvero dispiaciute, ma non possiamo non vedere che le vie per tentare di risolverla avrebbero potuto e dovuto passare per altre strade, più concrete e creative, con idee forti di tutto il patrimonio storico e culturale che Viareggio può vantare. Restiamo in attesa dei successivi sviluppi che speriamo coincidano con l’intelligenza e il buonsenso ultimamente dimostrati e chissà che la perla del Tirreno non possa dichiararsi alla fine “Città libera dalle pubblicità lesive della dignità delle donne” nel rispetto delle Raccomandazioni Europee a cui l’UDI – Unione Donne in Italia fa riferimento, della Convenzione di Istanbul entrata in vigore nel nostro Paese e del protocollo che l’ANCI ha recentemente sottoscritto con lo IAP. E’ opportuno sottolineare che noi dell’UDInon ci limitiamo al contrasto delle immagini e degli stereotipi lesivi, che purtroppo è ancora necessario, ma ogni anno con il “Premio Immagini Amiche”, che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e incoraggia la creatività socialmente responsabile, riconosciamo e premiamo le pubblicità, le scuole e i Comuni che si sono distinti come particolarmente virtuosi. per il Gruppo Patrizia Branzanti Irene Giusti Carla Cantatore  7 Agosto 2014

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Città libere

Gruppo Città Libere                                                         

Città libere (dalle pubblicità e dagli stereotipi lesivi della dignità delle donne)

ABRUZZO

CALABRIA

Provincia di Reggio Calabria

CAMPANIA

EMILIA – ROMAGNA

  1. Alfonsine (Ravenna)
  2. Bagnacavallo (Ravenna)
  3. Bastiglia (Modena)
  4. Bologna
  5. Carpi (Modena)
  6. Cavezzo (Modena)
  7. Conselice (Ravenna)
  8. Cotignola (Ravenna)
  9. Ferrara
  10. Forlì
  11. Fusignano (Ravenna)
  12. Jolanda di Savoia (Ferrara)
  13. Maranello (Modena)
  14. Marano sul Panaro (Modena)
  15. Massa Lombarda (Ravenna)
  16. Minerbio (Bologna)
  17. Misano Adriatico (Rimini)
  18. Modena
  19. Novi di Modena (Modena)
  20. Provincia di Modena
  21. Provincia di Rimini
  22. Ravenna
  23. Reggio Emilia
  24. Rimini
  25. Solarolo (Ravenna)
  26. Soliera (Modena)
  27. Unione Comuni della Bassa Romagna

LAZIO

  1.  Frosinone
  2. Municipio Roma XVI
  3. Provincia di Roma
  4. Roma
  5. Viterbo
  6. Formia

 

LIGURIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pistoia

Porcari (Lucca)

 

 

 

 

Lettera aperta al Tirreno

Se la pubblicità ti offende … non comprare

Nelle dichiarazioni riportate oggi su “il Tirreno”, in un articolo a firma Gianni Parrini rileviamo un’ostinazione pretestuosa da parte del direttore artistico del comune Riccardo Tacchi e un sorprendente invito da parte dell’Assessore Dal Pino.

L’ostinazione del Signor Tacchi nel controbattere le nostre motivazioni asserendo che mandare ragazze nude in pubblico e fotografarle sarebbe “arte”, una nuova e da noi incompresa arte, che fa del corpo femminile un oggetto alla gogna. Gli chiediamo, molto semplicemente, se a lui farebbe piacere qualora a essere esposto in tal modo fosse il suo o un corpo di persona a lui cara, se la sua risposta fosse positiva egli provvederà a inserire “una foto in più” e allora potremmo concludere che crede sinceramente che sia “arte moderna” questa esposizione.

L’invito dell’assessore Dal Pino a visitare la mostra è davvero stupefacente, infatti egli dichiara di non aver visto le foto né le ragazze in posa, per cui vedrà solo a cose fatte le immagini prima della mostra allestita in un luogo pubblico il cui uso ha già concesso, a quanto pare, sulla fiducia.

Inoltre, non appartiene al nostro linguaggio né al nostro pensiero il termine “osceno” usato nel titolo, sia riferito al nudo maschile che femminile il quale, come ognuno sa bene, è da sempre stato rappresentato nell’arte, anche statuaria. Offensivo è invece usare un corpo di donna, corpi di donne “che catturano e attirano”, come richiamo turistico, specie in un luogo che nel turismo ha un nome e una storia di tutto rispetto che vale certamente più di una “nuova identità” specie se cercata in questi termini.

Quindi nessuno sterile moralismo ci muove, né spirito di censura, come abbiamo chiaramente scritto nella lettera inviata al Sindaco, dal quale desideriamo, a questo punto, ricevere una risposta congrua rispetto a quanto da noi espresso.

Corpi vivi di donne vive esposti al pubblico per pretese foto promozionali senza alcun nesso con l’immagine da promuovere diventano oggetto e quindi immagini lesive della dignità delle donne. Le modelle potrebbero essere soggette a violenze e offese, tanto che è stato previsto un servizio d’ordine.

Più che un invito, accetteremmo come risposta un passo indietro, come richiesto.

Per il Gruppo Città Libere

22 giugno 2014

Lettera al sindaco di Viareggio

All’attenzione del Sindaco del Comune di Viareggio
On. Leonardo Betti
Cc  Dr. Glauco Dal Pino (cultura e politiche educative)
Dr. Giulio Marlia

Gentile Sindaco,

Il quotidiano LA NAZIONE di martedì 3 Giugno 2014 riportava la seguente notizia:

“Posa nuda in passeggiata per denunciare il declino della città”. Nell’articolo si precisa che l’idea è del fotografo Adolfo Favilla che sta portando avanti il progetto “Viareggio nuda ” con immagini di modelle completamente svestite, coperte solamente da un foulard, un cappello o … una rete da pesca. Il set fotografico è la passeggiata di Viareggio davanti ad alcuni negozi e luoghi prestigiosi.

Il progetto è patrocinato dal Comune di Viareggio, con motivazioni che ci lasciano sorprese per la loro inconsistenza. Il nudo in sé non è una forma d’arte né riveste importanza culturale, il nudo come “essenza dei valori primari della vita” può essere riferito al massimo all’attimo in cui veniamo al mondo. La pubblicità, comunque intesa, rientra nel marketing e non è arte. Si tratta, in questa iniziativa, del corpo vivo di una donna viva che viene esposto al pubblico senza alcun nesso con l’immagine da promuovere e quindi, diventando oggetto, è immagine lesiva della dignità delle donne.

Chiediamo perciò che questa decisione venga ritirata.

La nostra proposta di due mesi fa al Comune di Viareggio, non è assolutamente più compatibile con l’avvento di “Viareggio nuda”. Altri 130 tra Comuni, Regioni e Province in Italia, città tra cui Roma, Milano, Napoli, Salerno, Bologna, Modena, Catania, Formia e la stessa Lucca, hanno deliberato e tenuto debito conto dell’impegno preso. Viareggio non può deliberare usando in alcun modo il nome dell’UDI perché risulterebbe offensivo verso la nostra Associazione, che vanta 70 anni di storia per i diritti delle donne in Italia, e verso i Comuni che hanno a oggi deliberato applicando su nostro invito le risoluzioni del PE.

L’UDI – Unione Donne in Italia sostiene le politiche di genere e abbraccia le risoluzioni e le raccomandazioni del Parlamento Europeo del 2008 e del 2013 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini e, posto che non è di censura ma di rispetto della persona che si occupa, disapprova questa iniziativa in quanto lesiva della dignità della donna e ne ribadisce i motivi:

  • le modelle sono oggettualizzate e la loro immagine di persone svilita. le modelle potrebbero essere soggette a violenze e offese (vedi il servizio d’ordine previsto).
  • Sono usate come mero corpo e oggetto di stereotipo sessuale.
  • Le immagini non rivestono aspetto artistico e sono incongrue con lo scopo dichiarato
  • le cittadine e i cittadini che passeggiano nella zona possono essere esposti a situazioni
  • di disagio e in particolare le/i minori (bambine/i e ragazze/i) riceverebbero un messaggio altamente diseducativo.

Riteniamo che una amministrazione cittadina che si ponga come obiettivo il benessere delle/i cittadine/i  nel rispetto di tutte/i possa accogliere il nostro invito a non permettere né patrocinare questo set fotografico “in passeggiata” che, a nostro avviso, lungi dal “denunciare” un eventuale declino della città, lo confermerebbe.

L’ invito a deliberare come da nostra richiesta, ribadiamo che potrà essere eventualmente da noi confermato solo dopo il ritiro di “Viareggio nuda”.

In attesa di un cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti.

per il Gruppo

UDI Città Libere

Carla Cantatore
Patrizia Branzanti

MILANO COMUNE CAPOFILA ….

Dall’Ufficio Stampa del Comune di Milano:

PUBBLICITÀ. MILANO COMUNE CAPOFILA CONTRO IMMAGINI LESIVE DEL CORPO DELLE DONNE
Si è svolto oggi a Palazzo Marino il convegno ‘Quando comunicazione fa rima con discriminazione’

Milano, 17 settembre 2013 – Milano diventa capofila dei Comuni italiani e promuove un percorso con l’obiettivo di definire linee guida e politiche condivise per evitare un utilizzo dell’immagine del corpo delle donne discriminatorio e offensivo. È quanto è emerso questo pomeriggio nel corso del convegno ‘Quando comunicazione fa rima con discriminazione’, che si è svolto in Sala Alessi, a Palazzo Marino, a cui hanno partecipato la vicesindaco Ada Lucia de Cesaris, l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino e la delegata del Sindaco alle Pari Opportunità Francesca Zajczyk, insieme agli assessori di molte città, come Enna, Genova, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Trieste, Venezia. Ha moderato il dibattito la giornalista Ilaria D’Amico. Sono intervenuti molti altri ospiti, tra cui Vincenzo Guggino (IAP – Istituto Autodisciplina Pubblicitaria), Giovanna Maggioni (UPA – Utenti Pubblicità Associati), Alessia Depaulis (ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani), Annamaria Testa (ADCI – Art Directors Club Italiano), Anna Maria Spina (UDI nazionale, Unione Donne in Italia), Tiziana Scalco (CGIL – Camera del Lavoro di Milano).
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